mercoledì 10 agosto 2011

Dipendenze

Il dottorato crea dipendenze, molte dipendenze e di svariato tipo. Non si tratta necessariamente di dipendenze da cose al limite del lecito, o già al di là, ma di piccole manie, quasi sempre innocue.
Esempi? Alcuni sono ovvi, come tutto ciò che si mangia o si beve, soprattutto se fanno molto male o contengono molta caffeina: nel mio caso tra le dipendenze si contano il pane, gli snack dolci, la sprite, le ciliegie (e questa è una dipendenza virtuosa, la frutta non fa male), i frullati col gelato (in pochi giorni in Italia ne ho bevuti troppi!), la pasta col pesto, le gallette di riso (e qui una mia cara amica è colpevole, anche se, come per le ciligie, non fanno poi male), lo spritz. Oddio, mica tutte insieme, ma più o meno una via l'altra e alcune in effetti in contemporanea!
Ma durante il dottorato non si diventa dipendenti solo da vizi eno-gastonomici ma anche da tantissime altre cose, come ad esempio dalle serie TV, che io guardo praticamente tutte come la più disperata delle casalinghe oppure dalla casella e-mail, che viene controllata un numero infinito di volte al giorno, forse nella speranza che in una mail anonima compaia TUTTA la tesi, magari anche già corretta, oppure solo per fare qualcosa al computer che non sia scrivere! Il mondo del PC è il vero pericolo per le dipendenze perché grazie soprattutto all'accesso ad internet ti risucchia in un gorgo da cui per uscire ci vuole davvero coraggio...d'altra parte il dottorando passa al computer tutta la giornata (e a volte anche parte della serata, sob!) e crede che, se anche si perde in cavolate ma sta al computer, allora ha lavorato :-)
E quindi si controllano le notizie milioni di volte, come se ogni secondo accadesse nel mondo qualcosa di imperdibile (forse è vero, ma neanche internet è tanto veloce), si gioca per un tempo non precisabile fu FB dilettandosi a Biotronic e simili e sempre pensando "ancora un minuto e poi si va avanti" mentre quel minuto si dilata sideralmente!
La cosa più buffa o quella che più fa arrabbiare le "persone che sono vicine al dottorando" (alle quali andrebbe dedicata una monografia) è che ogni dipendenza è giustificata, o giustificabile. Il cibo? "bè, ma non ho tempo per la sana alimentazione, io devo scrivere il dottorato", è la risposta più frequente (almeno che IO do più di frequente); l'alcol? "bè, ma ho bisogno di svagarmi, no? Sto scrivendo la tesi", è la motivazione ineccepibile (sempre la mia, sono certa che ci sono dottorandi molto più virtuosi di me); la TV? "ho bisogno di storie più reali di quelle della mia tesi" è la giustificazione (e questo la dice lunga anche sulla concretezza del mio tema)!

Insomma, dipendenti al 100%, da tutto...malati? Sì, stiamo scrivendo una tesi di dottorato :-)

Alla prossima,
M

1 commento:

  1. lo saprai meglio di me che anche l'anno della laurea fa lo stesso effetto!! comunque tutte cose più o meno belle direi.. io troppo caffè, troppe sigarette, troppi spritz!
    un bacio

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