Il dottorato crea dipendenze, molte dipendenze e di svariato tipo. Non si tratta necessariamente di dipendenze da cose al limite del lecito, o già al di là, ma di piccole manie, quasi sempre innocue.
Esempi? Alcuni sono ovvi, come tutto ciò che si mangia o si beve, soprattutto se fanno molto male o contengono molta caffeina: nel mio caso tra le dipendenze si contano il pane, gli snack dolci, la sprite, le ciliegie (e questa è una dipendenza virtuosa, la frutta non fa male), i frullati col gelato (in pochi giorni in Italia ne ho bevuti troppi!), la pasta col pesto, le gallette di riso (e qui una mia cara amica è colpevole, anche se, come per le ciligie, non fanno poi male), lo spritz. Oddio, mica tutte insieme, ma più o meno una via l'altra e alcune in effetti in contemporanea!
Ma durante il dottorato non si diventa dipendenti solo da vizi eno-gastonomici ma anche da tantissime altre cose, come ad esempio dalle serie TV, che io guardo praticamente tutte come la più disperata delle casalinghe oppure dalla casella e-mail, che viene controllata un numero infinito di volte al giorno, forse nella speranza che in una mail anonima compaia TUTTA la tesi, magari anche già corretta, oppure solo per fare qualcosa al computer che non sia scrivere! Il mondo del PC è il vero pericolo per le dipendenze perché grazie soprattutto all'accesso ad internet ti risucchia in un gorgo da cui per uscire ci vuole davvero coraggio...d'altra parte il dottorando passa al computer tutta la giornata (e a volte anche parte della serata, sob!) e crede che, se anche si perde in cavolate ma sta al computer, allora ha lavorato :-)
E quindi si controllano le notizie milioni di volte, come se ogni secondo accadesse nel mondo qualcosa di imperdibile (forse è vero, ma neanche internet è tanto veloce), si gioca per un tempo non precisabile fu FB dilettandosi a Biotronic e simili e sempre pensando "ancora un minuto e poi si va avanti" mentre quel minuto si dilata sideralmente!
La cosa più buffa o quella che più fa arrabbiare le "persone che sono vicine al dottorando" (alle quali andrebbe dedicata una monografia) è che ogni dipendenza è giustificata, o giustificabile. Il cibo? "bè, ma non ho tempo per la sana alimentazione, io devo scrivere il dottorato", è la risposta più frequente (almeno che IO do più di frequente); l'alcol? "bè, ma ho bisogno di svagarmi, no? Sto scrivendo la tesi", è la motivazione ineccepibile (sempre la mia, sono certa che ci sono dottorandi molto più virtuosi di me); la TV? "ho bisogno di storie più reali di quelle della mia tesi" è la giustificazione (e questo la dice lunga anche sulla concretezza del mio tema)!
Insomma, dipendenti al 100%, da tutto...malati? Sì, stiamo scrivendo una tesi di dottorato :-)
Alla prossima,
M
75 giorni all'ora X
mercoledì 10 agosto 2011
sabato 6 agosto 2011
Non si può scrivere di solo dottorato!
In questa serata bavarese e finalmente un po' estiva ho ripensato ad una breve conversazione avuta oggi, con un prof., in biblioteca.
Il professore mi ha chiesto come mai, con un sole così bello, fossi in istituto a studiare invece che al parco a godermi la giornata e io ho risposto, sorridendo, "perché quando mancano 75 giorni alla consegna della tesi di dottorato non c'è più né estate né inverno, non ci sono più sabati né domeniche". Anche lui ha sorriso e mi ha risposto che questa condizione, senza tempo e senza tempi, la conosceva bene, così riflettendo sullo scambio di battute mi è venuto in mente di creare un blog per condividere questi 75 giorni...
Chissà, magari di blog così ce ne sono altri cento o mille ma in fondo ogni esperienza è unica, o no?
Non ho mai tenuto un blog, né un diario quando ero più piccola e non sono certa di avere la costanza di aggiornarlo davvero e soprattutto non sono affatto sicura che scriverò cose interessanti o che qualcuno leggerà ma credo che sarà un bel ricordo, conclusa l'esperienza del 75 giorni all'ora X e soprattutto, come dice il titolo del post (il primo post in assoluto, sono emozionata!), le dita non possono scorrere sulla tastiera solo per scrivere la tesi!
Ora sì, le mie dita devono tornare al lavoro e lasciare la digitazione per svago ma prometto che ci aggiorniamo presto,
M
Il professore mi ha chiesto come mai, con un sole così bello, fossi in istituto a studiare invece che al parco a godermi la giornata e io ho risposto, sorridendo, "perché quando mancano 75 giorni alla consegna della tesi di dottorato non c'è più né estate né inverno, non ci sono più sabati né domeniche". Anche lui ha sorriso e mi ha risposto che questa condizione, senza tempo e senza tempi, la conosceva bene, così riflettendo sullo scambio di battute mi è venuto in mente di creare un blog per condividere questi 75 giorni...
Chissà, magari di blog così ce ne sono altri cento o mille ma in fondo ogni esperienza è unica, o no?
Non ho mai tenuto un blog, né un diario quando ero più piccola e non sono certa di avere la costanza di aggiornarlo davvero e soprattutto non sono affatto sicura che scriverò cose interessanti o che qualcuno leggerà ma credo che sarà un bel ricordo, conclusa l'esperienza del 75 giorni all'ora X e soprattutto, come dice il titolo del post (il primo post in assoluto, sono emozionata!), le dita non possono scorrere sulla tastiera solo per scrivere la tesi!
Ora sì, le mie dita devono tornare al lavoro e lasciare la digitazione per svago ma prometto che ci aggiorniamo presto,
M
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